Passati finalmente il 25 e St. Stefano, mi rendo contro di aver perso quella magnifica occasione di fare un riepilogo della mia vita.

Il riepilogo della propria vita è qualcosa di terribile, che per essere fatto bene richiede giorni interi di meditazione e che termina generalmente con un’affermazione ad alto contenuto filosofico sulla tristezza della condizione umana. Od almeno, così è per me.

Non pretendo di fare così tanto: meglio limitarsi a fare il punto su questi due terribili giorni.

Il pranzo di Natale si è aperto subito con due teglie di lasagne, una classica ed una di magro. Entrambe buonissime. A seguire, una moltitudine di pezzi di faraona con un contorno di patate e verdure varie. La decisione di saltare in tronco l’antipasto si è rivelata vincente: il secondo è stato letteralmente spazzato via. Quindi, frutta, frutta secca e dolci.

Le due nonne, che durante il resto dell’anno si odiano a morte, sono riuscite ad andare d’amore e d’accordo per ben tre minuti filati, dopo di che hanno ricominciato a scannarsi come sempre. E siccome il tavolo è tondo, i miei hanno voluto mettere me in mezzo… Le solite banali conversazioni natalizie e l’ostilità palpabile mi hanno indotto a chiudermi in un guscio a base di monosillabi alternati a lunghe frasi assolutamente prive di senso, ricche di congiuntivi e di condizionali. Una difesa sempre efficace.

Per i regali, oltre al caratteristico pacco di soldi, mi sono ritrovato due libri: “Tutto quello che sai è falso 2” (non recentissimo, ma avendo il primo…) e “La possibilità di un’isola” di Michel Houellebecq (me l’aspettavo). Poi “Genji”, un gioco per la PS2 che mi sento di consigliarvi, proprio bello. Un portafoglio che probabilmente no userò mai in vita mia, visto che ne ho già un altro che adoro. Ed un tostapane.

Un tostapane di quelli belli, con il timer che fa saltare i toast appena sono bruciacchiati al punto giusto. Probabilmente, il regalo più azzeccato.

Cacciati i parenti, si è arrivati a St. Stefano con ancora da mangiare buona parte degli avanzi del giorno precedente. Mi arrivano ancora un po’ di soldi ed una scatola di Lindor. A casa mia gli onomastici (specie il mio) non sono molto festeggiati, ma vista la giornata precedente è meglio così.

Così ho passato due dei giorni più terribili del calendario…

I prossimi punti critici sono il capodanno e l’inizio della scuola.