/ Mac1 April 2006 11:41 pm

Era il lontano primo aprile del 1976, quando Steve Jobs e Steve Wozniak erano ancora due ragazzi qualunque, che nasceva Appe.

E da allora, ne hanno fatta di strada!

Spazio Spazio Spazio

/ Life 11:59 am

Oggi ho dormito praticamente tutto il giorno…

Ah, quando si fanno le ore piccole per cinque giorni consecutivi, si cammina e si fotografa tutto il tempo, beh, per un po’ si regge. Ma poi basta: appena a casa sono crollato.

L’unica notte (breve, erano le 4 passate) in cui ho dormito veramente bene è stata l’effetto collaterale dell’ubriacatura da sangria…

Di ritorno dalla Spagna, in questi cinque giorni di vacanza ho completamente dimenticato la madrepatria, visto che ancora non so come sia andato il duello Prodi-Berlusconi (e mica me lo hanno registrato…) e cosa sia successo mentre io ero via.

Ma dopo aver visto ben due giornali spagnoli ed uno francese manifestare preoccupazione per l’Italia del Berlusca, so che nessun dettaglio giornalistico in più o in meno potrà cambiare la mia posizione. Dover ricorrere a giornali, televisioni e siti internet stranieri per sapere cosa succede nel proprio paese è una cosa che farebbe impallidire anche un cinese, che neanche sa cosa sia la liberà di stampa. In Italia, voglio Zapatero!

Campagna elettorale a parte, so che non dovrei parlarne, questi tempi spagnoli mi sono piaciuti.

Barcellona è una delle città più belle che abbia mai visto, al livello di Torino, Assisi, Firenze, Venezia e Parigi. Una città viva e vivibile, con una lunghissima storia alle spalle e sicuramente un meraviglioso futuro pochi passi in avanti.

Non c’è un angolo che non abbia un suo perché, un palazzo che non abbia qualcosa di caratteristico o che non sia stato disegnato da un grande architetto. C’è l’aria del mare che solca le ampie strade, il sole che fa brillare le magnifiche vetrate gotiche della Cattedrale, e la primigenia atmosfera ispanica che anima tutto. Aggiungete una buona paella e ricchi fiumi di sangria…

Difficile descrivere Barcellona a parole… Se ci siete stati, sapete di cosa parlo. Se no, andateci.

Nel peggiore dei casi, chiedete asilo politico e mettetevi a fare le statue viventi sulla Rambla: sono circa 150 euro al giorno, secondo in immigrato italiano con cui ci siamo fermati a chiacchierare.

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Ho scritto questo post il 19 marzo 2006.

Spazio Spazio Spazio

/ This blog, / Life, / Serious 11:59 am

Tutti noi, da piccoli, abbiamo appoggiato una mano ad una pentola rovente, od a una vecchia stufa: il dolore si è impresso nella memoria ed ora ci ricorda sempre di stare attenti a non scottarci. Meno efficace, nel mo caso, è stato il contatto con la discoteca: ogni tanto devo rinnovare la scottatura per ricordarmi di stare attento.

Così, mi sono lasciato convincere e ci sono andato. Dopo pochissimi minuti mi sono reso conto di aver cominciato a scrivere mentalmente questo post, e di solito quando comincio a pensare vuol dire che non sto affatto bene. Dieci minuti a guardare corpi nell’estasi del divertimento, e poi me ne sono andato.

Meno male, perché ho rischiato di perdermi una gran bella serata.

Le immagini si imprimono nella memoria con la stessa velocità della luce che attraversa l’obbiettivo di una macchina fotografica, creando una pellicola sovraesposta facilmente manipolabile con richiami animali e litanie ossessive.

Il processo di demolizione a colpi d’ascia del pensiero autonomo rende gli uomini simili agli insetti, alle forme di vita inferiori. Ha un che di religioso: subdoli messaggi trasmessi con gli ancestrali codici della rabbia e del sesso attivano le parti più antiche del cervello umano, situate nel profondo del complesso rettiliano (la cui esistenza è scientificamente dimostrata a tutti fuorché ai neurologi patentati).

Luci al limite dell’epilessia, musica di soli bassi a confondere la regolarità del battito cardiaco, alcolici, espliciti messaggi di carattere erotico e il terrore del giudizio ad occupare la scarsa razionalità residua.

C’è chi vuol “spaccare il mondo” e lo chiama divertimento. Dovendo divertirsi per forza, poi, neanche ne rimane soddisfatto.

Personalmente, ne sono disgustato.

Divertimento, secondo me, è passare le ore al bar chiacchierando pacificamente tra un caffè e l’altro, visitare un museo, fotografare capolavori di architettura, scrivere, mangiare una buona paella ed ubriacarsi di sangria.

Divertirsi, per forza di chi? Guarda che non sono io, quello sfigato.

Prova a leggere questo mio post, scritto in tempi non sospetti.

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Ho scritto questo post il 18 marzo 2006, tornando da Barcellona.

Spazio Spazio Spazio

/ This blog, / Life 11:52 am

Se in queste tre lunghissime settimane il blog è rimasto fermo, non è mica colpa mia!

Voglio raccontarvi una storia…

Mentre ero in Spagna, Telecom Italia ha bloccato la mia linea internet, e segnalato un consumo anomalo.

Flashback: nel luglio 2005, invece di attivarci (come da accordo) la tariffa Flat (19,95 euro mensili), ci hanno messo quella Free (2 euro ogni ora). Terminata la promozione “estate gratis”, senza nessuna spesa internet nella bolletta successiva (pensavamo ad un conguaglio, ci sembra logico)... Il Mac restava connesso 24 ore al giorno per giorni e giorni, mesi… Fatevi un’idea dei costi. (Fine del flashback.)

Alla fine abbiamo raggiunto un acordo con Telecom: ci regalano qualche mese e paghiamo il 2006 con la tariffa flat. Meno male… Così, ieri sera ci hanno riattivato Internet.

Nel frattempo, sono successe tantissime cose, dal compleanno di questo blog (ieri), al duello TV Prodi-Berlusca. Dalla Francia incavolata alle polemiche di Confindustria…

Vorranno scusarmi, i miei lettori, per il disservizio: i prossimi due post li ho scritti appena tornato da Barcellona, poi ricomincia la routine.

Bentornati!

Spazio Spazio Spazio