/ This blog23 April 2006 10:48 pm

E’ difficile vivere in un paese diviso sia politicamente che tecnologicamente.

Sembrerà strano, ma tantissime cose assolutamente banali per molti sembrano ostacoli insormontabili per i più. Per quelli che ancora non hanno ben capito la differenza tra un blog ed un sito qualunque, per quelli che (non voglio riportare statistiche deprimenti) non hanno mai utilizzato Internet.

Non mi perderò nella demagogia: ho deciso di sfruttare due comodi servizi gratuiti (FeedBurner e FeedBlitz) per farmi un feed RSS che unisca sia gli aggiornamenti del blog che quelli di Flickr.

RSS sta per Really Simple Syndication, ed è un dialetto XML generalmente usato per controllare gli aggiornamenti dei siti web. Nulla di più semplice, basta un news-aggregator… (Mac OS X? Vienna! Per Win consiglio FeedReader. Se usate Linux, di certo non vi servono consigli ;-) ).

E fin qui dovrebbe essere tutto molto semplice.

Tuttavia, per venire incontro a tutti quelli che di installare nuovi programmi proprio non ne vogliono sapere, ho preparato anche una newsletter: nella colonna a destra (sotto la voce “Syndication”) c’è un apposito campo in cui si richiede l’indirizzo e-mail. Da lì, si aprirà una nuova finestra con il controllo anti-spam di FeedBurner, a cui seguirà un’e-mail di conferma, con un link. Cliccandoci sopra si confermerà la sottoscrizione: ogni volta che aggiornerò il blog (o che aggiungerò una foto a Flickr) vi arriverà un’e-mail (tutto automatico).

Questo sistema è preferibile a molti altri, non solo per lo scarso (praticamente nullo) contenuto pubblicitario delle e-mail, ma anche perché non richiede alcuna registrazione.

Spazio Spazio Spazio

/ This blog, / Life 11:11 am

Gli outlet più belli, si caratterizzano per la maschera.

Sono come dei villaggi, con ampie strade ricche di verde unite da grandi piazze, a volte con fontane od opere di pseudo-arte moderna. Nell’aria, musica indistinta. Incredibilmente non c’è traccia di smog. L’atmosfera piacevolmente priva di significato delle strade è completata dagli innumerevoli negozi, ognuno perfettamente riconoscibile, ognuno diverso dall’altro.

Tutto questo mi mette terribilmente a disagio: capisco che in quell’ambiente artificiale sono perso, non so come muovermi e cosa pensare. Non lo nego, lo trovo anche decisamente noioso, non ho intenzione di sprecare soldi per cose che non mi servono.

I negozi, quasi tutti vendono capi di abbigliamento, sono mondi. Ognuno di loro ha uno stile ben definito, ma stranamente non sembrano voler accogliere il cliente. Luci al neon ovunque e pochissimo spazio per muoversi, strafottente il personale e pessima la musica.

Non ho idea di come sia possibile vendere qualcosa in un ambiente così aggressivo.

Eppure, vendono. Non magliette o jeans, ma identità.

Identità che proprio non mi piacciono.

Spazio Spazio Spazio