Gli outlet più belli, si caratterizzano per la maschera.

Sono come dei villaggi, con ampie strade ricche di verde unite da grandi piazze, a volte con fontane od opere di pseudo-arte moderna. Nell’aria, musica indistinta. Incredibilmente non c’è traccia di smog. L’atmosfera piacevolmente priva di significato delle strade è completata dagli innumerevoli negozi, ognuno perfettamente riconoscibile, ognuno diverso dall’altro.

Tutto questo mi mette terribilmente a disagio: capisco che in quell’ambiente artificiale sono perso, non so come muovermi e cosa pensare. Non lo nego, lo trovo anche decisamente noioso, non ho intenzione di sprecare soldi per cose che non mi servono.

I negozi, quasi tutti vendono capi di abbigliamento, sono mondi. Ognuno di loro ha uno stile ben definito, ma stranamente non sembrano voler accogliere il cliente. Luci al neon ovunque e pochissimo spazio per muoversi, strafottente il personale e pessima la musica.

Non ho idea di come sia possibile vendere qualcosa in un ambiente così aggressivo.

Eppure, vendono. Non magliette o jeans, ma identità.

Identità che proprio non mi piacciono.