/ Life29 May 2006 2:47 pm

    Detesto i compleanni, soprattutto i miei.


    In questi vent’anni, ma sarà che sono di pessimo umore, non mi sembra di aver fatto cose degne di essere ricordate: non sono assolutamente soddisfatto della mia vita fino ad oggi, ed ho una terribile paura del futuro. Non trovo una via, non so cosa fare, e non riesco ad immaginare come tutto questo potrebbe migliorare. E cosa peggiore, non riesco a smettere di pensarci.


    E’ come se mancasse qualcosa, o come se ci fosse qualcosa di sbagliato in questo vivere: l’aria è improvvisamente meno luminosa ed in questo rumore indistinto mi sembra di respirare un pesantissimo silenzio, mentre faticosamente cammino in questa nebbia incandescente che avvolge oggetti e persone. Sudo, ed anche se abbagliato dal sole non riesco a chiudere gli occhi. La testa, continua a ripetere ossessivamente parole che non riesco ad afferrare.


    Non so se sono riuscito a rendere l’idea, ma è così che mi sento.


    Tra qualche giorno, comunque, starò pateticamente meglio.


    Buon compleanno.


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/ Mac, / Serious28 May 2006 10:30 pm

    Notizia di venerdì scorso (26/05), che per i miei gusti è passata un po’ troppo silenziosamente: la sesta Corte Distrettuale d’Appello californiana, ha deciso di proteggere i webmaster di PowerPage dalla furia di Apple.


    Non tutti se lo ricorderanno: la società di Cupertino aveva deciso di fargli causa in seguito alle scottanti rivelazioni sul progetto Q97 (Asteroid), nel tentativo di obbligarli a rivelare i nomi delle “talpe”. Non si esclude che la questione possa andare anche alla Corte Suprema, ma la sentenza è particolarmente interessante… Ne riporto un frammento:


    We can think of no workable test or principle that would distinguish “legitimate” from “illegitimate” news. Any attempt by courts to draw such a distinction would imperil a fundamental purpose of the First Amendment, which is to identify the best, most important, and most valuable ideas not by any sociological or economic formula, rule of law, or process of government, but through the rough and tumble competition of the memetic marketplace.” (Pag. 36).


    Potete trovare qui il PDF (69 pagine).


    In America non esiste un “Ordine” dei giornalisti: esiste invece una “Shield law” (legge-scudo) che protegge la ricerca e la divulgazione delle notizie. A questo punto, non ha più alcun senso parlare di “legittimità” del giornalismo, ma solo di libertà di espressione. Garantita dal Primo Emendamento.


    Il messaggio è chiaro: dal momento che negli U.S.A. le sentenze “fanno legge”, blogger & Co. possono parlare (o scrivere) liberamente.


    La “strategia” con cui la Corte ha evitato di affrontare il problema del rapporto tra l’informazione “orizzontale” (dei blog, ma non solo) e quella “verticale” (dei quotidiani, della televisione…), è assolutamente geniale.


    Semplicemente, non si pone il problema: ognuno è libero di esprimersi come preferisce.


    Con qualche limite (la diffamazione resta un reato), certo, ma non saranno le dinamiche del mercato a poter decidere cosa si può dire e cosa no. Ok, l’America non è il paese dei liberi e nemmeno lì la legge è proprio uguale per tutti, ma ogni tanto qualcosa di luminoso emerge dalla palude dell’ipocrisia e riesce a far pensare.


    Il nostro italico bel paese, che nella Costituzione parla di libertà di espressione in modo decisamente chiaro, forse dovrebbe impegnarsi un po’ di più per garantirla…

    Anche per i blogger.


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/ Serious24 May 2006 7:49 pm

    Non sono andato a vedere Il codice Da Vinci.


    Forse ci andrò, ma giusto per vedere se l’adattamento cinematografico del libro che ho letto (quello sì) è all’altezza.


    Sono tutto sommato abbastanza stufo delle dichiarazioni apocalittiche “Dan Brown” è l’anticristo, dei “boicottate il codice”, dei “ma non dice niente di nuovo”, dei “tanto è tutto falso”. Sono stufo, in generale, del modo in cui tutta la teoria di sfondo è stata banalizzata e deconestualizzata dai media così che le masse, e quelle già di loro pensano molto poco, non arrivassero capirne le forti implicazioni attuali.


    L’autore è stato molto bravo nel mettere insieme tante piccole realtà del tutto (o quasi) estranee tra loro, in modo da scrivere un thriller di buona qualità, con qualche spunto di riflessione ed alcuni colpi di scena neanche troppo forzati. E questo è tutto: i benpensanti non dovrebbero continauare a leggere questo post.

    Sparare contro la chiesa è uno sport di cui non mi stancherò mai, per quanto è divertente, e che Brown riesce a fare in modo alquanto originale ed efficace: tutta la parte in cui (almeno nel libro) si raccontano le origini del cristianesimo è storicamente ineccepibile. Richiederebbe uno studio più attento, ma è ineccepibile. Divertenti, almeno per me, i rimandi alla simbologia: ho sempre amato definire le religioni monoteiste come “paganesimo riciclato”.


    Di falso, nel Codice, c’è molto poco: quadri spostati e riferimenti imprecisi; nulla a che vedere con la documentazione su cui si basano le speculazioni di Langdon, e tutto puramente fine alla trama. Le teorie possono convincere o meno, ma la base è solida.


    Ora, smontare la religione cristiana (come quella ebraica) è tutt’altro che difficile, ma non è cosa che possa essere fatta in un blog. Posso invece provare ad evidenziare il vero problema sollevato dal Codice, nella speranza che possa portare qualcuno ad approfondimenti personali: la legittimità della chiesa.


    Se è vero che tutta la traballante impalcatura del cristianesimo in cui crediamo è stata eretta (e di “erezione” si parla, chi ha orecchie per intendere…) su menzogne ed inganni, quale potrebbe mai essere il ruolo della chiesa?


    Come si potrebbe riconoscere l’autorità morale di chi per millenni ha nascosto la verità?


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/ This blog23 May 2006 8:46 pm

    Avrei molto da scrivere, ma il tempo scarseggia sempre…


    Intanto, ve ne sarete accorti, ho ridimensionato e modificato l’immagine del titolo (si ritorna a quella classica), e cambiato i caratteri (di tutto il blog), ma non avendo solo un Mac non ho ancora verificato gli effetti su InternetExplorer per Win (si legge bene?).


    Infine, ciliegina sulla torta, ho messo nell’header tre comodi link… Home, Foto (che si collega al mio photostream di Flickr) e Contact me (che porta all’apposita pagina del blog).


    Nei prossimi giorni, vedrò di essere più attivo anche nello scrivere…


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/ Serious17 May 2006 8:17 pm

    Mi pare che ci siano troppi fedelissimi di D’Alema e troppo pochi fassiniani nei posti importanti. Troppa Margherita un po’ ovunque, quando scarseggiano Rose (solo la Bonino, e nascosta bene) e Verdi (Pecoraro Scanio all’ambiente è azzeccato ma solo). Mi pare che Mastella c’entri poco con la giustizia (e con la politica in generale), specie quando Di Pietro è confinato alle infrastrutture (chissà perché). Mi pare che quell’Alessandro Bianchi ai trasporti sia un perfetto sconosciuto, anche se già mi sta simpatico.


    Certamente la roulette dei ministri poteva dar risultati migliori, ma confido nella capacità del Mortadella di moderare tutto il moderabile…


    E lo dico da liberale.


    Nota di Merito al buon Gentiloni, uno dei pochi individui (forse l’unico) che stimo nella massa dei rutelliani fioriti. Lui sì, che il suo dicastero se l’è meritato.


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