Il senso dei blog, il perché dei blog, pensieri sparsi sui blog.
Mi fanno tristezza i blog degli amici, iniziati ed abbandonati poco dopo, incompiuti.
Chi non capito il senso dei blog, di un’opera che esattamente come l’essere che l’ha creata vuole sopravvivere a tutti costi, e nutrirsi, ripararsi dal freddo, riprodursi. E’ questo che sono i blog: esseri umani tradotti in bit. Frammenti, di esseri umani, tradotti i bit.
Oppure solo dei diari, dei modi elaborati di perdere tempo. Ormai sono quasi due anni che sto scrivendo, occasionalmente, forse sono io che he ho una percezione alterata. E non è che scriva molto, con la scusa di non voler parlare troppo di me scrivo decisamente poco osservazioni qua e là un decimo o meno delle cose che penso di dover scrivere. Però è diventata un’abitudine. Quel qualcosa che mi dice guarda che ho un blog devo scriverci qualcosa devo aggiornarlo. Promemoria aggiornare il blog.
Che poi non è neanche solo scrivere è anche il piccolo mitomane affetto da un innato complesso di inferiorità che mi porto dentro che mi porta a rafforzare la mia ipotetica traballante autostima sulla base dei commenti che ricevo. Ma questo dopo un po’ diventa secondario perde di importanza non sono più un giovane blogger.
Però è anche vero che tenere un blog mi porta anche inevitabilmente a leggere molti altri blog che mi interessano sinceramente e scoprirne di nuovi e qualcuno è anche nel mio blogroll, e tutto questo è molto social molto web 2.0. Cosa che però facevo anche prima di aprire questo blog. Quindi leggo altri blog in quanto bloggo, o bloggo in quanto leggo altri blog?
Seppur solo parzialmente, la seconda: scrivere un blog implica in impegno maggiore che leggere e basta, e poi i blog sono autoreferenziali, o forse no, non voglio entrare nella polemica.
Ma non sto tenendo in considerazione quella mole di attività secondarie che non producono contenuti ma piacciono a chi le fa tipo giocherellare faticosamente con i CSS del template o tenere aggiornato il blogroll. Questo è bello ma neanche troppo. O forse è una perdita di tempo.
In fondo chi me lo fa fare? Di bloggare, chi me lo fa fare?
Alla fine mi sa che scrivo veramente per me stesso anche se molta gente non ci crede, mi sa che tutti i blogger o quasi tutti blogger in fondo scrivono per se stessi. Se no non lo farebbero non gli darebbe soddisfazione. Ad esempio mi piace scrivere così come viene sena troppa punteggiatura non è vero lo rileggo e cancello le virgole ma solo poche quasi tutto lo scrivo già così chiamateli esercizi di stile son cose belle scrittura creativa. O forse è solo perdere tempo ma non credo o forse si o forse no.
Alla fine è divertente, quindi lo facciamo.
E questo alla fine è quello che conta.





Innanzitutto, non mi posso sottrarre alla consuetudine degli auguri!
Poi, anche a me fanno tristezza i blog abbandonati: preferirei che fossero cancellati…
A presto
Comment by Rossella — 3 January 2007 @ 8:16 pm
Effettivamente mi faccio la stessa domanda tutti i giorni, e piu’ o meno giungo alle tue stesse conclusioni.
In piu’, si rischiano incontri veramente interessanti.
Comment by BLEEK — 7 January 2007 @ 1:49 am