Se ne parlava qualche tempo fa su FreeThoughts...
Il doppiaggio non può essere lasciato al caso: il timbro vocale è uno dei fattori più importanti che permettono di caratterizzare un personaggio, esattamente come lo sono la musica di sottofondo e la scelta delle parole. In un certo senso, i suoni sono “didascalici”, permettono allo spettatore di farsi un’idea di cosa sta succedendo anche senza guardare le immagini.
Ed ora, il buon Gotetrunks ci segnala un articolo da Anime Click... E dall’articolo un filmato, che mettete a confronto il doppiaggio giapponese ed italiano di Naruto.
Le voci giapponesi di Sakura e Naruto esprimono spensieratezza (e determinazione quando serve), la versione italiana è piatta e formale per Naruto, e semplicemente insignificante per Sakura. Allo stesso modo, il Sasuke “avenger” diventa semplicemente calmo, perde tutta la sua forza. E l’Orochimaru “sibilante”, femminile, sinistro. Ed il Takashi pigro, sornione.
Ci perdiamo non solo le voci originali, ma per la censura anche gran parte dei contenuti che aggiungono profondità all’anime e lo rendono interessante.
Lasciatemelo dire, vale la pena di guardarlo tutto in giapponese con i sottotitoli.





Concordo in tutto e per tutto. Soprattutto l’ultima frase! _
Comment by Gg — 9 January 2007 @ 12:58 pm
Idem per i telefilm americani, ad esempio Dr. House è mille volte più profondo e ben recitato se visto in lingua originale con i sottotitoli. Vale la pena stoppare ogni tanto per rileggere frasi lunghe e complicate pur di godersi uno spettacolo così come sono stati concepiti e non come qualche direttore del doppiaggio, impaurito dal potere del MOIGE, ho pensato di storpiarlo.
Comment by Davide — 9 January 2007 @ 11:00 pm
Varo, House in Italia è stato anche ampiamente censurato, al punto che la storia (al di la’ delle singole puntate) è diventata praticamente incomprensibile. Come a dire che il pubblico italiano è così stupido da non rendersene conto…
Comment by Dimenticato — 10 January 2007 @ 1:45 pm