Sasaki Fujika lo leggo spesso, e spesso non sono d’accordo, ma spesso mi offre spunti di riflessione di un certo interesse. Questa volta colgo la palla al balzo:
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In Italia (se l’ho già detto non ricordo proprio dove) secondo me dovrebbe farlo il Manifesto. Io l’ho sempre letto e comprato il Manifesto. Ho anche pagato la famosa copia da 100 mila lire. A me piace il Manifesto. Ma è finito, come molti altri quotidiani; è che degli altri altri me ne frego di più, al Manifesto sono affezionato è per questo che glielo consiglio: chiudete e restate solo su web. Si può fare tanto su web. Fatelo meglio.
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Sono d’accordo, Il Manifesto è un gran giornale, lo compro quasi tutti i giorni (il lunedì non esce) ed insieme al caffè è diventato una sorta di rito. Forza dell’abitudine, ma anche un po’ sana ammirazione per un giornale di qualità, e di cui condivido quasi totalmente l’allineamento politico.
E’ anche un giornale in crisi, che rischia di chiudere e sopravvive solo grazie all’impegno dei suoi devoti lettori. Nel bene e nel male, però, non so se spostarsi integralmente sul web sia una buona idea.
Sarò un tradizionalista, ma come il caffè mi piace prenderlo al bar (e aborro le macchinette automatiche mangiamonete), il giornale mi piace sfogliarlo. Voglio la consistenza e l’odore della carta stampata, sentire i polpastrelli che scivolano sull’inchiostro. Non mi vedo ad abbonarmi alla versione online, ed a leggerlo sul computer.
Inoltre, internet è per sua natura un mezzo veloce, sintetico, che si legge di fretta, con tante finestre aperte, con iTunes di sottofondo che suona qualcosa tipo dei Coldplay e con le dita pronte sul mouse a passare da Punto Informatico a Lamerotanti. Se il classico articolo di giornale sulla carta stampata resta insuperato, su internet si scontra inevitabilmente con la comunicazione informale dei blog. E tra i due, vince la seconda.
Spostare Il Manifesto su internet (al di la’ dell’esperimento poco riuscito di Chip&Salsa, del buon Franco Carlini) vorrebbe dire snaturarlo, cambiarlo, fargli perdere buona parte di quel fascino sulfureo che lo contraddistingue. Cosa che aprirebbe vari orizzonti, sarebbe interessante, ma gioverebbe al business?
Secondo me no, o almeno non subito.
Avrebbe invece senso sfruttare la notorietà del nome per avviare un para-Manifesto esclusivamente online, in cui sperimentare nuove forme di comunicazione e nuovi modelli di business, ma senza rinunciare all’irrinunciabile carta stampata.
E forse avrebbe successo, non lo so, mi piacerebbe che ci provassero.




