/ Life29 May 2007 11:01 am

Ovvero: Compleanno.

Sono trecentosessantacinque giorni più vecchio rispetto a trecentosessantacinque giorni fa’. E, beh, meno di ventiquattro ore più vecchio rispetto a ieri.

Ci credi che stamattina se non mi avessero fatto gli auguri non me ne sarei neanche accorto? Tipo, veramente non ci pensavo, avevo tutt’altro per la testa.

E fa un certo effetto sentirselo dire così, non è piacevole.

Ecco, rispetto al maggio dello scorso anno… Al tempo ero ancora al liceo, mi avvicinavo pericolosamente all’esame di maturità. Molto poco preparato, ma non sarebbe andata troppo male. L’Unione aveva appena vinto le elezioni, e si scommetteva sui nomi dei ministri. Gary McKinnon era appena entrato nei computer della NASA, e da allora non so come poi sia finita. Apple aveva appena messo sul mercato i moderni MacBook, con quella stupida Intel GMA 950 (ed è ancora lì). Si dibatteva sul Codice Da Vinci, il film era nei cinema ed il Vaticano protestava. Di lì a breve, il mio iPod da 40Gb mi avrebbe dolorosamente abbandonato. Ci si lamentava che il Wii sarebbe arrivato in Europa a inizio 2007.

Quanto a me, ero contento di uscire dal liceo, anche se scommettevo che mi sarebbe mancato, avevo paura per cosa mi sarebbe successo di lì in avanti, a tratti mi sentivo solo. Però mi sbagliavo, mi sbagliavo un po’ su tutto, almeno per quello che riesco a ricordare. Da allora credo di essere maturato. Mi sento credo più felice, e più forte, ma ho più paura per il futuro. Mi sento meno solo ma so che la solitudine, anche quando è puramente illusoria, è una brutta bestia, e sono più propenso ad aiutare il prossimo. Ho sviluppato un mio sistema morale più definito e complesso. Ho più amici, e migliori. Ascolto più musica, e più selezionata. Provo più piacere nello scrivere, scrivo meglio, e questo per me è importante. E, tante altre cose. Ed è bello vedere che tante cose sono cambiate. Ed è bello essere ancora vivi. Anche se la vita è dura.

Ah, approfittando dell’occasione, mi sono tolto lo sfizio di comprarmi un Moleskine. Ne riparlerò, di questo taccuino leggendario.

Spazio Spazio Spazio

/ This blog, / Photo, / Life, / Serious28 May 2007 10:01 am

Tastiera

Ovvero: Verba volant, scripta manent.

E’ anche legittimo chiedersi il perché di questo scrivere. O, più che altro, il perché pubblicare scritti simili su un blog.

Perché in fin dei conti io lo conosco il motivo del mio scrivere: scrivo perché mi rilassa, perché mi permettere di riflettere rallentando lo scorrere dei pensieri, perché permette di coglierne le sfumature, perché scrivere è un atto catartico, ci si sente meglio dopo aver scritto, perché scripta manent e abbiamo tutti paura di dimenticare, perché è piacevole assemblare le parole anche solo come esercizio di stile, perché scrivere è un’attività a suo modo nobile, prerogativa umana, perché è piacevole anche rileggersi, correggersi, migliorarsi, perché scrivere su carta è rubare al tempo un attimo per se’ stessi, e lo si può fare ovunque e comunque, perché a tratti è bello anche interpretare la propria illeggibile calligrafia, perché battere i polpastrelli sulla tastiera in fin dei conti è piacevole, ma non quanto scrivere a mano, in matita (o con un portamine, e mine 2H, per essere precisi), e ancora, perché mille altri motivi tra loro collegati e concatenati, coerenti e contraddittori, complementari e supplementari.

E, per quanto riguarda il pubblicare simili scritti su un blog, in netto contrasto con la regola che mi ero imposto di parare di me stesso il meno possibile, beh, perché il blog… Ovvero, lo scrivo, così poi lo metto sul blog. Forse per esibizionismo, forse perché mi aspetto di essere letto ed essere letto è nella natura del testo scritto, ed essere letti e ricevere commenti è bello, forse perché scrivere per il proprio pubblico (un po’ i venticinque lettori del Manzoni) è un buon pretesto per scrivere per se’ stessi. Credo siano un po’ questi i motivi del mio pubblicare.

La regola, parlare di se’ stessi il meno possibile, ora la ritengo superata. Almeno come regola, quanto ad indicazione di principio va’ benissimo.

(Che poi uno dice, scripta manent, ma qua siamo solo dei bit, dati persi nella grande rete, Dio solo sa cosa ne resterà.)

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/ Life27 May 2007 9:01 pm

Ovvero: I’m not dead.

Va’ meglio, credo.

Mi sto riprendendo ma devo smetterla di ascoltare Pink, che mi piace da morire ma poi fa troppo male.

Quasi tutto ok gente, quasi tutto ok.

Spazio Spazio Spazio

/ Life26 May 2007 8:01 am

Ovvero: Friedrich Nietzsche ne andrebbe fiero.

Ma tutto ciò che non ti uccide ti rafforza.

Tutto ciò che non ti uccide ti rafforza.

Tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza, tutto ciò che non ti uccide ti rafforza

Spazio Spazio Spazio

/ Life25 May 2007 7:01 pm

Ovvero: La carbonara è una metafora.

Di questi tempi, ho ho voglia di carbonara.

Sono mesi che non mangio un piatto di pasta alla carbonara.

Ecco, ne ho un bisogno fisico, perché la carbonara è buona, ha un gusto intenso, lineamenti ben definiti, decisi ma a loro modo dolci. L’immagine, l’odore ed il gusto esprimono tutto ciò che sarebbe giusto trovare in ogni tipo di pasta.

Allora riempio per metà d’acqua una pentola, la metto sul fuoco, prendo la pancetta a cubetti e le uova. L’acqua non bolle ancora.

Metto la pancetta a cubetti in una padella antiaderente, dopo poco la osservo friggere nel suo stesso grasso. C’è qualcosa di carnalmente bello nella pancetta a cubetti che frigge nel suo stesso grasso, credo si tratti di una qualche metafora sessuale che ora come ora fatica ad intendere. L’acqua bolle.

Prendo un po’ di sale, lo butto nell’acqua e torno ad osservale la pancetta.

Guardo l’acqua, bolle.

Il sale sul fondo della pentola.

La pancetta continua a friggere.

L’acqua bolle, ma il sale non si scioglie. Se ne resta lì, immobile, assoluto non senso.

Allora rinuncio alla carbonara. Non ci rinuncio veramente, ci spero ancora, ed è doloroso. E mangiare è diventato un inevitabile fastidio.

Ecco, metaforicamente, è più o meno così che mi sento.

Anche il caffè, non il caffè in generale, il caffè quello buono, di Gigi, che normalmente la mattina sveglia i miei neuroni, anche il caffè buono di Gigi ha perso il suo sapore naturale, improvvisamente non ha più un gusto ben definito, sa di niente.

E non è bello.

Ecco, è più o meno così che mi sento.

Anche la musica ha un suono diverso, triste o sgradevole.

Prendere sonno è più difficile. Anche respirare è più difficile.

E che lascio sciolti i capelli, di una certa lunghezza nonostante li abbia tagliati, arrivano ad accarezzarmi il collo. Preferirei avere i suoi, di capelli, ad accarezzarmi il collo. Mi mancano.

Ecco, è più o meno così che mi sento.

Ed è drammatico che una persona che avrai visto due volte in croce (e non è una metafora cristica) possa farti stare in questo modo.

Spazio Spazio Spazio