Ovvero: (Edo, la faccio io la critica)... Contiene spoiler.
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L’unico appunto che mi sento di fare è sul finale (ovviamente aperto per un 4° episodio): a parte che nn ci dicono se sta diavolo di proposta di matrimonio gliela fa o meno (ma come dicevo… ci sarà un seguito!)il tutto prende il classico andazzo di tutti i film Hollywoodiani… + che un finale è un epilogo ma potrebbe anche trattarsi di un prologo, con le opporune modifiche… insomma si poteva fare di +!
In generale cmq è un film da 7.5/8 in pagella! Con buona pace dei critici che xò in fondo son da capire: se non criticassero non potrebbero chiamarsi così!
591.entry”>No Edo non ci siamo, lascia parlare me, che te ok che di cinema sai tutto, ok che hai sempre ragione ma su Spiderman lascia parlare me che è meglio.
Allora, dobbiamo premettere che tutta la serie cinematografica di Spiderman targata Sam Raimi è tratta dal fumetto omonimo (che risale ai gloriosi anni 60, opera dei geni Stan Lee e Steve Ditko).
In un’epoca di eroi “senza macchia e senza paura”, assolutamente buoni, ed impegnati esclusivamente nelle loro super-attività (maestosi uomini di cellulosa del calibro di Superman e di Capitan America), quella di Spiderman era una figura rivoluzionaria: un supereroe costretto ad affrontare i problemi della vita reale: la famiglia (o quel che ne rimane), gli studi, l’amore, il lavoro, ecc… Questo supereroe con superproblemi rimane tuttora una figura d’avanguardia, oltre che un espediente narrativo inesauribile.
Ma come si fa a creare un buon prodotto commerciale restando fedeli alle origini?
Nessuna digressione sui primi due film (a mio avviso realizzati molto bene, soprattutto il primo), vengo al sodo.
La massima del personaggio “da un grande potere derivano grandi responsabilità” è ancora bene in evidenza, ed è un po’ il filo conduttore di una trama dominata dalle tematiche del rancore e della vendetta. Trama svelata in modo molto lineare, senza colpi di scena inaspettati o grandi sconvolgimenti (il rapimento di Mary Jane è un classico), ma non per questo semplice come potrebbe sembrare: si configura un intreccio serrato di molteplici filoni di storia: la psicologia di Peter, il rapporto Peter Parker-Mary Jane (-Gwen Stacy?), le questioni Harry Osborn (il Nuovo Goblin) e Flint Marko (l’Uomo Sabbia), la rivalità con Eddie Brock Jr. e l’avvento di Venom (prima come costume alternativo e poi come nemesi). E a voler essere pignoli anche qualcuno in più. Ed in 156 minuti scarsi non deve neanche essere facile…
Le spettacolari fasi “Spiderman” di azione (258 milioni di dollari ben spesi!) sono perfettamente bilanciate da lunghi spezzoni “Peter Parker”. Va detto: la prima parte del film potrebbe sembrare un po’ vuota ma nessun dettaglio viene lasciato al caso, nel secondo tempo (molto più avvincente) il puzzle si ricompone perfettamente. E e dal momento che non tutti hanno visto i film precedenti, e magari letto i fumetti, una lunga fase introduttiva era indispensabile.
I personaggi (anche quelli secondari, con l’eccezione di un’insipida Gwen Stacy) sono quindi perfettamente caratterizzati, e quasi tutti subiscono una loro evoluzione psicologica con lo scorrere della storia.
Forse la parte migliore del film: all’inizio del secondo tempo il Peter Parker “sfigato” (in effetti, addirittura più sfigato che nel fumetto) scompare, e ne prende il posto il suo alter-ego in “versione Venom” (temporaneamente, poi tornerà quello di sempre, solo un po’ più maturo). Chi l’ha visto sa di cosa parlo, agli altri non rovino la sorpresa. Altra sequenza memorabile, la nascita dell’Uomo Sabbia.
Il cast è il solito: Tobey Maguire (secondo me è perfetto), Kirsten Dunst (Mary Jane Watson, sempre più bella), James Franco (Harry Osborn/New Goblin), Thomas Haden Church (Flint Marko / Uomo Sabbia, identico al fumetto), Topher Grace (Eddie Brock Jr./Venom, non male), Bryce Dallas Howard (Gwen Stacy, carina ma inutile, e qui nel fumetto era diversa), Rosemary Harris (May Parker, bravissima) e, un uomo una leggenda, J. K. Simmons (J. Jonah Jameson, tale e quale al fumetto, uno dei personaggi migliori di sempre).
E, niente, effetti speciali magnifici (ma non servirebbe neanche dirlo), Christopher Young (per fortuna in collaborazione con Danny Elfman) alla colonna sonora...
Spiderman 3 era una sfida, con un budget record ed una campagna pubblicitaria mastodontica, un film non facile, destinato (sfortunatamente) ad un pubblico più ampio possibile.
La critica ne ha parlato abbastanza male, evidenziando dettagli come come l’inquadratura insistente sulla bandiera america (verso il finale), e simili… A mio avviso è una chiara esagerazione: Spiderman 3 è un film americano, che non può fare a meno di essere almeno formalmente (ipocrisia di fondo?) patriottico. E, il primo tempo è noioso, ma non è proprio vero, e ok si sarebbe potuto tagliare un po’, ma tutto sommato era inevitabile. E, le scene “emotive” suonano un po’ forzate, è vero ma è tratto da un fumetto ed è un merito cercare di avvicinarsi a quel tipo di linguaggio, critiche simili sarebbero valide anche per i vari Batman di Tim Burton. E c’è troppa carne al fuoco, tutto fumo e niente arrosto, tre villains sono troppi, ma anche un bambino di tre anni vedrebbe un intreccio studiato nei minimi dettagli, Sam Raimi ha stravinto la sua battaglia. E c’è troppo Peter Parker e troppo poco Spiderman, ma leggetevi il fumetto. E però la tirata finale sul perdono che tutti si perdonano e si vogliono bene, eccheccazzo sempre a criticare, non ti piace? E vattene no? Cosa stai a fare il pignolo provaci tu a girarlo un film così, credi di saper fare di meglio?
Il film perfetto non esiste, nessun film è immune dalla critica, quantomeno perché la critica è fatta da opinioni personali. De gustibus est disputandum?
Secondo me, il suo 9 se lo merita tutto.
Non di più, perché effettivamente avrebbe ancora potuto essere limato e rifinito, ma neanche di meno perché trattandosi di Spiderman la posta in gioco era altissima.
P.S. Forse per il ritmo serrato, forse per la tanta carne al fuoco, e forse perché Spiderman è pur sempre Spiderman, l’amichevole Uomo Ragno di quartiere, questo film mi ha lasciato un bizzarro senso di esaltazione, ed io, che pure sono uno che dai film si lascia parecchio trasportare, beh veramente, non male.




