Ovvero: La carbonara è una metafora.

Di questi tempi, ho ho voglia di carbonara.

Sono mesi che non mangio un piatto di pasta alla carbonara.

Ecco, ne ho un bisogno fisico, perché la carbonara è buona, ha un gusto intenso, lineamenti ben definiti, decisi ma a loro modo dolci. L’immagine, l’odore ed il gusto esprimono tutto ciò che sarebbe giusto trovare in ogni tipo di pasta.

Allora riempio per metà d’acqua una pentola, la metto sul fuoco, prendo la pancetta a cubetti e le uova. L’acqua non bolle ancora.

Metto la pancetta a cubetti in una padella antiaderente, dopo poco la osservo friggere nel suo stesso grasso. C’è qualcosa di carnalmente bello nella pancetta a cubetti che frigge nel suo stesso grasso, credo si tratti di una qualche metafora sessuale che ora come ora fatica ad intendere. L’acqua bolle.

Prendo un po’ di sale, lo butto nell’acqua e torno ad osservale la pancetta.

Guardo l’acqua, bolle.

Il sale sul fondo della pentola.

La pancetta continua a friggere.

L’acqua bolle, ma il sale non si scioglie. Se ne resta lì, immobile, assoluto non senso.

Allora rinuncio alla carbonara. Non ci rinuncio veramente, ci spero ancora, ed è doloroso. E mangiare è diventato un inevitabile fastidio.

Ecco, metaforicamente, è più o meno così che mi sento.

Anche il caffè, non il caffè in generale, il caffè quello buono, di Gigi, che normalmente la mattina sveglia i miei neuroni, anche il caffè buono di Gigi ha perso il suo sapore naturale, improvvisamente non ha più un gusto ben definito, sa di niente.

E non è bello.

Ecco, è più o meno così che mi sento.

Anche la musica ha un suono diverso, triste o sgradevole.

Prendere sonno è più difficile. Anche respirare è più difficile.

E che lascio sciolti i capelli, di una certa lunghezza nonostante li abbia tagliati, arrivano ad accarezzarmi il collo. Preferirei avere i suoi, di capelli, ad accarezzarmi il collo. Mi mancano.

Ecco, è più o meno così che mi sento.

Ed è drammatico che una persona che avrai visto due volte in croce (e non è una metafora cristica) possa farti stare in questo modo.