/ Life16 May 2007 11:42 pm

Vista di Milano

Ovvero: Edo, tu dici, ma io ho il diritto di replica.

Ieri mattina mi sveglio con un pensiero fisso: chi mi porto dietro alla festa a sorpresa per la Marika?! Dopo gli ultimi avvenimenti mi scocciava assai andare a Milano da solo… Pensa che ti ripensa, all’alba delle 18.45 (il treno partiva alle 19.49) trovo la soluzione! Maffy Sicuramente alla proposta di una pizza non potrà mai rifiutare ed infatti… accetta subito! 648.entry”>[...]

Ecco Edo 648.entry”>tu dici eh facile come ultima risorsa chiamo Maffy che tanto gli dico pizza e quello viene tipo mi avvisa mezz’ora prima di venire in stazione che stasera si va a Milano a mangiare una pizza con gente che non conosci che poi no bella gente dico però che non conosco e comunque tipo mi chiama mezz’ora prima ed io che ho dei tempi di reazione incredibili non organizzo ma i tempi di reazione sono buoni quindi vedo un po’ macchine non ce n’è poi rimedio la mamma in extremis e ok mi faccio portare in stazione però casso Edo spiegarglielo alla mamma che stasera devo andare a Milano e torno domani mattina così perché mi chiami tu con mezz’ora di anticipo Edo è così che si trattano gli amici eh Edo è così che si trattano gli amici?

Poi ok il viaggio lo si fa e viaggiare è sempre piacevole il resto è come lo racconti tu ok molto stringato ma la sostanza c’è ecco va bene quella dell’ombrellone che però dovevi metterci più pathos lì ci abbiamo rischiato la vita e seriamente tipo Edo rischiavo di rimanerci ammazzato da un ombrellone sai che brutta morte quando poi vado nell’aldilà e la gente dice tipo hey dicci tu come sei morto eh io ero appeso al cornicione di un grattacielo di new york e io stavo dirottando un aereo contro un grattacielo di new york e io stavo uccidendo dei comunisti in un caldo paese del medio oriente quando un kamikaze ci è venuto addosso e io facevo il kamikaze mi sono imbottito di esplosivo ho spaccato un po’ di americani queste sono belle morti che vale la pena di raccontare Edo e tu come sei morto eh io c’è stata una folata di vento e mi è venuto addosso un ombrellone ma grande e casso Edo io mi vergogno a raccontare una cosa del genere Edo mi vergogno quindi dovevi metterci più patos tipo affermazioni del tipo accidenti accidentaccio e simili ok Edo.

E però la pizza buona veramente Edo ci si può tornare era tanto che non mangiavo una pizza così buona fai conto il piatto grande e la pizza enorme che esce dal piatto però leggera con la pasta bella sottile non bruciata e non cruda complessivamente guarda veramente una pizza buona meritava ampiamente le quattro ore per arrivarci e l’aver rischiato la vita anzi ti dirò meritava anche la vita e tipo dieci euro ma tutto sommato non erano neanche tanti allora in quel posto lì ci si può tornare Edo ci si può tornare.

E devo dire anche la compagnia che poi io non conoscevo nessuno e son partito già prevenuto cosa vuoi che dica a questi milanesi e invece poi bella anche coinvolgente e questa è una di quelle cose che io che studio a Vercelli un po’ mi mancano di Milano che c’è questo clima culturale intellettuale attivo stimolante tanta gente diversa questo è bello Edo te che sei lì non lo apprezzi però è bello Vercelli magari è più sociale nel senso che si formano dei legami più stretti oh leggermente non più di tanto però Milano è stimolante e tipo quasi quasi ci vengo ok magari non subito ma prima o poi mi piacerebbe venirci a Milano non che abbandono filosofia eh farei quella comunque perché credo mi piaccia eccetera però ci verrei volentieri no comunque bella gente eh Edo bella gente certo però che tu con le tue storie del treno che bisogna tornare poi domani mattina bisogna alzarsi presto mi hai interrotto il dialogo a metà tipo tanto il treno l’abbiamo perso potevamo prendere quello dell’una e starcene lì a chiacchierare fino alla fine poi ci si prendeva un buon caffè magari un gelato e si andava con calma oppure ci si fa la notte a Milano da qualche parte vuoi che non c’è qualcuno che ti ospita c’era tante bella gente lì ecco Edo io cose così le farei anche poi domani mattina eri già lì e andavi in facoltà no c’è qualcosa di male e tu no Edo tu mi hai interrotto la chiacchiera a metà mi hai fatto fare mezza Milano di corsa e poi perdere il treno prendere quello dopo che allora tanto valeva andarsi a prendere il gelato e il caffè.

E qui concludo Edo scusa se delle volte sono un po’ logorroico è che mi ci appassiono alle cose poi non so in particolare la sera la notte la ghiandola pineale si muove e l’inconscio dove forze oscure da sempre si scatenano vien fuori e lì mi vengono pensieri che se non ho da scrivere eccetera

Spazio Spazio Spazio

/ Life13 May 2007 2:58 pm

Ovvero: (Edo, la faccio io la critica)... Contiene spoiler.


[...]


L’unico appunto che mi sento di fare è sul finale (ovviamente aperto per un 4° episodio): a parte che nn ci dicono se sta diavolo di proposta di matrimonio gliela fa o meno (ma come dicevo… ci sarà un seguito!)il tutto prende il classico andazzo di tutti i film Hollywoodiani… + che un finale è un epilogo ma potrebbe anche trattarsi di un prologo, con le opporune modifiche… insomma si poteva fare di +!


In generale cmq è un film da 7.5/8 in pagella! Con buona pace dei critici che xò in fondo son da capire: se non criticassero non potrebbero chiamarsi così!


591.entry”>No Edo non ci siamo, lascia parlare me, che te ok che di cinema sai tutto, ok che hai sempre ragione ma su Spiderman lascia parlare me che è meglio.

Allora, dobbiamo premettere che tutta la serie cinematografica di Spiderman targata Sam Raimi è tratta dal fumetto omonimo (che risale ai gloriosi anni 60, opera dei geni Stan Lee e Steve Ditko).

In un’epoca di eroi “senza macchia e senza paura”, assolutamente buoni, ed impegnati esclusivamente nelle loro super-attività (maestosi uomini di cellulosa del calibro di Superman e di Capitan America), quella di Spiderman era una figura rivoluzionaria: un supereroe costretto ad affrontare i problemi della vita reale: la famiglia (o quel che ne rimane), gli studi, l’amore, il lavoro, ecc… Questo supereroe con superproblemi rimane tuttora una figura d’avanguardia, oltre che un espediente narrativo inesauribile.

Ma come si fa a creare un buon prodotto commerciale restando fedeli alle origini?

Nessuna digressione sui primi due film (a mio avviso realizzati molto bene, soprattutto il primo), vengo al sodo.

La massima del personaggio “da un grande potere derivano grandi responsabilità” è ancora bene in evidenza, ed è un po’ il filo conduttore di una trama dominata dalle tematiche del rancore e della vendetta. Trama svelata in modo molto lineare, senza colpi di scena inaspettati o grandi sconvolgimenti (il rapimento di Mary Jane è un classico), ma non per questo semplice come potrebbe sembrare: si configura un intreccio serrato di molteplici filoni di storia: la psicologia di Peter, il rapporto Peter Parker-Mary Jane (-Gwen Stacy?), le questioni Harry Osborn (il Nuovo Goblin) e Flint Marko (l’Uomo Sabbia), la rivalità con Eddie Brock Jr. e l’avvento di Venom (prima come costume alternativo e poi come nemesi). E a voler essere pignoli anche qualcuno in più. Ed in 156 minuti scarsi non deve neanche essere facile…

Le spettacolari fasi “Spiderman” di azione (258 milioni di dollari ben spesi!) sono perfettamente bilanciate da lunghi spezzoni “Peter Parker”. Va detto: la prima parte del film potrebbe sembrare un po’ vuota ma nessun dettaglio viene lasciato al caso, nel secondo tempo (molto più avvincente) il puzzle si ricompone perfettamente. E e dal momento che non tutti hanno visto i film precedenti, e magari letto i fumetti, una lunga fase introduttiva era indispensabile.

I personaggi (anche quelli secondari, con l’eccezione di un’insipida Gwen Stacy) sono quindi perfettamente caratterizzati, e quasi tutti subiscono una loro evoluzione psicologica con lo scorrere della storia.

Forse la parte migliore del film: all’inizio del secondo tempo il Peter Parker “sfigato” (in effetti, addirittura più sfigato che nel fumetto) scompare, e ne prende il posto il suo alter-ego in “versione Venom” (temporaneamente, poi tornerà quello di sempre, solo un po’ più maturo). Chi l’ha visto sa di cosa parlo, agli altri non rovino la sorpresa. Altra sequenza memorabile, la nascita dell’Uomo Sabbia.

Il cast è il solito: Tobey Maguire (secondo me è perfetto), Kirsten Dunst (Mary Jane Watson, sempre più bella), James Franco (Harry Osborn/New Goblin), Thomas Haden Church (Flint Marko / Uomo Sabbia, identico al fumetto), Topher Grace (Eddie Brock Jr./Venom, non male), Bryce Dallas Howard (Gwen Stacy, carina ma inutile, e qui nel fumetto era diversa), Rosemary Harris (May Parker, bravissima) e, un uomo una leggenda, J. K. Simmons (J. Jonah Jameson, tale e quale al fumetto, uno dei personaggi migliori di sempre).

E, niente, effetti speciali magnifici (ma non servirebbe neanche dirlo), Christopher Young (per fortuna in collaborazione con Danny Elfman) alla colonna sonora...

Spiderman 3 era una sfida, con un budget record ed una campagna pubblicitaria mastodontica, un film non facile, destinato (sfortunatamente) ad un pubblico più ampio possibile.

La critica ne ha parlato abbastanza male, evidenziando dettagli come come l’inquadratura insistente sulla bandiera america (verso il finale), e simili… A mio avviso è una chiara esagerazione: Spiderman 3 è un film americano, che non può fare a meno di essere almeno formalmente (ipocrisia di fondo?) patriottico. E, il primo tempo è noioso, ma non è proprio vero, e ok si sarebbe potuto tagliare un po’, ma tutto sommato era inevitabile. E, le scene “emotive” suonano un po’ forzate, è vero ma è tratto da un fumetto ed è un merito cercare di avvicinarsi a quel tipo di linguaggio, critiche simili sarebbero valide anche per i vari Batman di Tim Burton. E c’è troppa carne al fuoco, tutto fumo e niente arrosto, tre villains sono troppi, ma anche un bambino di tre anni vedrebbe un intreccio studiato nei minimi dettagli, Sam Raimi ha stravinto la sua battaglia. E c’è troppo Peter Parker e troppo poco Spiderman, ma leggetevi il fumetto. E però la tirata finale sul perdono che tutti si perdonano e si vogliono bene, eccheccazzo sempre a criticare, non ti piace? E vattene no? Cosa stai a fare il pignolo provaci tu a girarlo un film così, credi di saper fare di meglio?

Il film perfetto non esiste, nessun film è immune dalla critica, quantomeno perché la critica è fatta da opinioni personali. De gustibus est disputandum?

Secondo me, il suo 9 se lo merita tutto.

Non di più, perché effettivamente avrebbe ancora potuto essere limato e rifinito, ma neanche di meno perché trattandosi di Spiderman la posta in gioco era altissima.

P.S. Forse per il ritmo serrato, forse per la tanta carne al fuoco, e forse perché Spiderman è pur sempre Spiderman, l’amichevole Uomo Ragno di quartiere, questo film mi ha lasciato un bizzarro senso di esaltazione, ed io, che pure sono uno che dai film si lascia parecchio trasportare, beh veramente, non male.

Spazio Spazio Spazio

/ This blog, / Uncategorized, / Write also on...6 May 2007 2:20 pm

Ovvero: fast-blog.

I blog si caratterizzano per semplicità (chiunque può aprirne uno), flessibilità (contenuti testuali, foto, video, link) e socialità (commenti, blogroll, trackback).

In questo senso sono ancora lo strumento di avanguardia del web: nessun Flickr, YouTube, Del.icio.us o Digg potrà mai arrivare dove i blog sono arrivati. E Twitter, strumento di nicchia e un po’ troppo fuori dal contesto.

L’ultima trovata è Tumblr, ovvero un servizio che permette di crearsi una sorta di blog semplificato, quasi del tutto privo della sua componente sociale, ma drammaticamente più veloce. Un tumblelog è un po’ un “fast-blog” (neologismo mio, questo). O almeno, questo è quello che ci ho capito dopo un po’ di sperimentazione.

Di certo è qualcosa che si fa più per se’ stessi che per il proprio pubblico (partecipante o meno). E’ ampiamente personalizzabile. E’ divertente. E’ molto veloce. Potenzialmente un post in cinque secondi. E via RSS si aggiorna anche da solo, prendendo gli incipit dei post dei blog, le foto da Flickr, eccetera.

E, ecco, me ne sono fatto uno anch’io, ed ora lo ufficializzo.

http://dimenticatodaltempo.tumblr.com/

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